lunedì 25 ottobre 2010

Trova le differenze....

...riconosci che la vita è tutta un ciclo e ricorda che "l'essenziale non cambia" come disse il caro Beckett.

PRIMA E DOPO....


DOPO E PRIMA


L'ESSENZIALE




P.s. Sentiti ringraziamenti a Sauro&co., alla CTO (Cavalleria Tavola Ottusangola), ai miei Passaders e al Minimè Jolly che arriverà...

domenica 24 ottobre 2010

Di poche parole....



Oggi va così e ogni verso riproduce esattamente i minuti della mia vita. Tutto quello che mi ruota attorno è una forma di test psicoattitudinale ai cambiamenti, alle mutazioni (non genetiche, anche se potrei iniziare a contemplare qualcosina)e alla fine, i giorni continuano a volare accompagnando e uccidendo pensieri ed emozioni. Insomma è tutto un va e vieni...anche di cose, eventi passati che si sovrappongono a quelli presenti e condizionano quelli futuri...è tutto un gran caos!

mercoledì 20 ottobre 2010

NOW I KNOW.....

...il vero significato di certi stati e umori, faccine sconvolte e stanche:

IL LAVORO NOBILITA L'UOMO MA FOTTE LE SINAPSI!

Mi sento un pizzico più grande o meglio, ho acquisito un altro pezzetto del puzzle che mi permette, pian piano, di sfamare la mia indole pratica e iperattiva.
Certo, resto sempre na 'nticchietta carente per tutto quello che riguarda l'altra parte della mia natura (il lato affettivo), ma si vede che al momento le cose devono andare così, e poi, non saranno mica i kilometri ad impedirmi di esser vicina ai miei cari. Ci sono già passata, conosco il "nemico" e so come affrontarlo (tièèè)

Sento di aver quasi raggiunto e ripreso in mano la mia vita, di conseguenza so che a breve sarò, forse, anche in grado di prendere una decisione con calma, ponderando tutto quanto!
Direi proprio che la vita sembra proprio il regalo più grande, di quelli che apri e poi piangi, insomma NA CIPOLLA a veli multipli, infiniti ma che se messa in acqua non da più fastidio agli occhi :-P


venerdì 15 ottobre 2010

La lontananza

sai è come il vento.....
Ma il vento può raggiungere e in un certo qual modo, unire due punti diversi di uno spazio. Quindi il mio pensiero vola, sollevato dal vento, e raggiunge diversi cuori. Chi oggi ha un anno in più, chi sta "maturando" qualcosa dentro se, chi sta maturando o cerca di farlo, chi sta affrontando tutta una "serie di piccoli sfortunati eventi" (anche un po' rompi balle se vogliamo) chi si sta "sdoppiando" e chi semplicemente attende un po' di pace.
Son giorni strani, in cui penso poco e agico molto, non c'è molto di cui parlare ma di sicuro sto osservando e studiando attentamente ogni singolo momento e moltissimi sguardi....insomma SHERLOCK HOLMES mi fa un baffo (e non solo). L'unica pecca è che...attualmente valgo meno di una cippa perchè tutto sto facendo fuorchè dare una mano ai miei fedelissimi (pochi ma superlativi) spero almeno che il pensiero e le preghiere siano altrettanto efficaci (di sicuro lo sono) della mia presenza!

Un saluto veloce veloce alle CAVALIERE DELLA TAVOLA OTTUSANGOLA e ovviamente ai SAURI del regno confinante....

lunedì 4 ottobre 2010

Nobel, libertà e pace....virtuale???

"Il Nobel per la Pace dovrebbe andare al World Wide Web, al popolo della rete: lo propone (tra gli altri) anche il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola che vede nella comunicazione e nell’informazione libera e senza censura un patrimonio sconfinato.

Internet meriterebbe il Nobel per la sua capacità di esaltare i pregi della globalizzazione intesa come strumento per far valere e perseguire i diritti civilie sociali, la libertà di parola e di giustizia. Chissà se la sua e le altre voci saranno ascoltate per le nominations

Ci sarà tempo fino all’8 ottobre prossimo per avanzare proposte anche se alla fine la decisione spetterà ovviamente al Comitato per il Nobel che in tale data si riunirà per comunicare i vincitori delle varie categorie. In Italia sono diversi i seguaci della candidatura di Internet, compreso Beppe Grillo.

Il Nobel per la Pace è stato assegnato per la prima volta nel 1901, con il riconoscimento a Jean Henri Dunant fondatore della Croce Rossa e della Carta dei Diritti di Ginevra. Sei anni dopo il primo e unico italiano Ernesto Teodoro Moneta della Fondazione Lombarda per la Pace, l’anno scorso Barack Obama."

Articolo preso da 

Posto che la differenza di contenuto che vale un Nobel si nota soprattutto nell'ultimo paragrafo di questo articolo e dato per scontato che son sempre stata a favore della "tecnologia", soprattutto quella che riguarda il mondo dei computer, non mi capacito di questa notizia. Non riesco a trovare il legame che è stato "suggellato" tra pace e comunicazione virtuale. 
La prospettiva dalla quale Internet viene vista come mezzo di "unione mondiale" magari rende più ausiliare la sua funzione, ma continuo a concepire tutto tranne che attivismo a favore e a difesa della pace nel mondo tramite Internet. 
Son un po' sconcertata e molto probabilmente a torto perchè per me è come dare il Nobel ad una dimensione astratta dimenticandoci di personalità che lavorano di continuo, e molto più di noi, per la "comunione serena" tra gli esseri umani; con questo mi riferisco a Diplomatici e Missionari, ad esempio, giusto per citare soggetti che sicuramente fanno qualcosa di concreto a favore della pace.

venerdì 1 ottobre 2010

Un momento anche per me




Son di parte, in questo caso, perchè adoro questo gruppo, la loro forza espressiva e l'emozione pacatamente devastante che riescono a suscitare in me. Con loro vince sempre la semplicità e la genuinità del messaggio e non è poco!
Già di suo la musica è l'antidoto migliore polivalente e multitasking e loro son un po' la ciliegina costante di una torta non ancora finita........
Credo proprio che li aggiungerò al mio futuro biglietto da visita (se mai ne avrò uno) ^_^

mercoledì 29 settembre 2010

E adesso???

Ho perso molta parte della mia vita credendo di esser il riflesso di qualcun altro. Ho recuperato negli anni quella giusta dose di autostima e di concretezza per poter dire "ho un equilibrio" che magari tanto equilibrato non è.
Poi, superata la tempesta, la depressione e anche la quiete, mi guardo allo specchio e dico: "CACCHIO, HO UN CAPELLO BIANCO!"
.....e nell'esaminare attentamente ogni centimetro della mia testa, scopro che CE NE SONO TRE!

"E come la mettiamo adesso?" 
Cioè, c'è qualcosa da fare quando si scoprono certe cose?? Non so, un funerale, una festa, un discorso, creare uno slogan pubblicitario forse??
In fondo sono i miei primi capelli bianchi, dovrei esser terrorizzata e/o paradossalmente felice...eppure...non li calcolo neanche, non ho intenzione di coprirli, continuo a considerare altre cose, ritorno persino a sentirmi delusa nonostante avessi promesso a me stessa di stra-fregarmene di tutto; ritorno a dire a me stessa "le persone sono come le vedi fino a che non le osservi rapportarsi con gli altri" 

Che saranno mai tre capelli bianchi, davanti al rischio di surriscaldamento mentale???...ok...magari è proprio quello il motivo, quindi, trovata la causa, resta da trovare la soluzione.... eppur si muove qualcosa dentro me, un misto di felicità e tristezza, non per i 3 "neonati".....bah...sarà stato il prosecco di stasera!!

lunedì 27 settembre 2010

Sparsi a confronto

La vidi aspettare
inquieta e timida
mentre il naso andava al cielo
e le mani gocciolavano
pensieri e parole.
Passerà lieve la giornata
e un sorriso sopravviverà
alla polvere grigia.

vs 


L'attesa lieve
si allontana
non appena 
ascolta il tonfo
di un cuore che bolle


(D.L.)


http://www.filiderba.com/loto%20soleluna.jpg

sabato 25 settembre 2010

Il regalo più grande...

...arriva dal passato, da una mattinata primaverile passata con mia sorella. 

Eravamo in zona Duomo e dopo aver fatto alcuni giretti, avevamo acceso la radio così da riempire e colorare un rapporto fatto sempre di silenzi comunicativi (siam donzelle di poche parole ma molta sostanza, soprattutto lei).
Sulla via del ritorno a casa, ad un certo punto, era iniziata una canzone che io non conoscevo e ricordo chiaramente che mia sorella mi disse: "Ascolta bene il testo di questa canzone" puntando il dito alla radio.


Lei sa sempre come arrivare dritta al punto e ha dato fiducia alla mia inesperienza affinchè riconoscessi "il messaggio subliminale" nascosto nei versi cantati. 
Quello è stato il regalo più grande per me, non uno dei tanti, ma uno di quelli che mi ricordano che c'è una differenza fondamentale tra amiche e sorelle, quando si ha la fortuna di avere e vivere un rapporto sano in famiglia, che non implica necessariamente raccontarsi tutto, esserci, capire comprendere e accompagnare portando e supportando la stessa "croce" andando oltre le ferite e mantenendo fede alla propria natura, come avviene tra amiche, quando si ha la fortuna di avere e vivere delle vere amicizie.

Quella canzone ritorna a volte, nei momenti più "difficili" dettati da improvvise urgenze del cuore e dell'anima.



Dicembre, cordiale e insolito,
ritorna dando vita all'improvvisa urgenza di cambiamento
il tempo a volte è ostile ed altre complice,
soggettiva interpretazione,
ma spesso torna utile poiché
può dare modo di arrivare
a mettersi in gioco

primavera,lieve e indolente, superba
quindici anni capelli arruffati
un segno di ribellione
il tempo a volte è ostile ed altre complice
l'arma più efficace è l'attesa
questo è quanto diceva mio padre

se avrai calma e lucidità
non subirai il fascino di comode scelte
se avrai buon senso e volontà
trascurerai l'abitudine per metterti in gioco

riecheggiano le estati tiepide di agosto e i trent'anni
ricordo l'insolenza e l'indecisione
il tempo a volte è ostile ed altre complice
l'arma più efficace è l'attesa
questo è quanto diceva mio padre

se avrai calma e lucidità
non subirai il fascino di comode scelte
se avrai buon senso e volontà
trascurerai l'abitudine

promettimi che eviterai mediocri vie di mezzo
accomodanti e che non soddisfano
concilianti e che non ti appartengono
la fortuna abbraccia gli audaci e non è pura coincidenza

se avrai calma e lucidità
non subirai il fascino di comode scelte
se avrai buon senso e volontà
trascurerai l'abitudine per metterti in gioco 

venerdì 24 settembre 2010

Tilt o son desta?

....prima o poi, la voglia e il desiderio di capire mi ucciderà, o forse lo sta già facendo lentamente. Ecco qual'è il rischio peggiore!
Non sono più abituata a certe cose, e gioire per una serata felice e allegramente atipica, mi lascia un retrogusto amaro...perchè riconosco che sono proprio questi i momenti che non vorresti finissero mai.
Forse sono io quella ad un "punto di svolta" e non altre persone, quindi è più difficile prepararsi a cambiar vita quando davanti mi si presenta un bel "giardino fiorito". E' anche vero che quello che si è materializzato nella mia mente può esser qualcosa messo lì, per distogliermi e distrarmi ancora una volta. Cosa fare dunque? Sperare?Attendere? Agire? Studiare? Osservare?....
Eppure qualcuno diceva:

Il giorno più bello? OGGI. 
L’ostacolo più grande? LA PAURA. 
La cosa più facile? SBAGLIARSI. 
L’errore più grande? RINUNCIARE.
Il sentimento più brutto? IL RANCORE. 
Il regalo più bello? IL PERDONO. 
La forza più grande? LA FEDE. 
La cosa più bella del mondo? L’AMORE.
 

martedì 21 settembre 2010

Partita singola o doppia?

«Bisogna essere capaci di ammirazioni impetuose e accogliere in cuore molte cose con amore: altrimenti non si è adatti a fare i filosofi. Occhi grigi e freddi non sanno il valore delle cose; spiriti grigi e freddi non sanno il peso delle cose. Ma, certamente: bisogna avere una forza contraria; sapere volare in lontananze così vaste e lontane, da vedere in basso, molto in basso sotto di sè, anche le cose più ammirate e molto vicino ciò che forse si è disprezzato»
F. Nietzsche


Il cuore è come il cervello, un archivio immenso in un corpo così piccolo. La differenza è che nel cuore ci son persone (e noi stessi), mentre nella testa solo idee e relative immagini acustiche.
Il frammento nietzschiano potrebbe voler garantire un buon risultato esercitando uno spirito "superiore", ma credo fermamente che la chiave di lettura sia un'altra: distaccarsi dalle cose per vederle nella loro forma corretta (né troppo sbiadite e né troppo in HD).



Certo il cuore "accoglie molte cose con amore", forse è sua la colpa di tutta quell'inquietudine e di quella forma di ansia che ti porta comodamente in un teatro, in cui tutte le persone che ami e alle quali tieni - anche quelle che magari non sopporti e/o non vedi da una vita - sono su un palco e vengono selezionate con un rapido click dell'iride.

Mi è capitato sotto mano un vecchio tema delle superiori, fase in cui ero tutto fuorché padrona della mia vita, e subito è venuto spontaneo riportare a galla persone che ho "salvato", non cancellandole o ignorandole del tutto dalla mia vita, insomma quelle che porto con me perché mi han dato qualcosa di diversamente profondo. Parlo di due docenti che "son pezzi di cuore" e che mi farebbe davvero piacere rivedere, ma verso i quali ho "ansia da prestazione" per un pezzo di carta che è stato paradossalmente troppo difficile per me da conquistare. Sarà che han creduto troppo in me e si aspettavano altrettanto (tutti, non solo loro), sarà che la vita, e Chi per lei, ha contrattato tutt'altro percorso.....però....questi pensieri e queste persone, ultimamente, hanno valicato i confini della dimensione onirica e mi sto seriamente chiedendo se ci sia un "codice" da leggere a mo' di consiglio. 



venerdì 17 settembre 2010

Mezzo giorno svampato

Mi chiedo e mi domando se sono proprio i tempi di oggi a diminuire drasticamente le chances di serenità e pace, rispetto ai secoli scorsi, al 1800 ad esempio, oppure è qualcosa che dipende e varia da persona a persona, quasi ci fosse un gene ereditario della vessazione.
Credo che un check up completo, con tanto di DNA al microscopio, potrebbe rivelare qualcosina, anche una semplice sindrome che possa enunciare di un soggetto che "è caos positivo/negativo".

Guardo fuori dalla mia finestra, la giornata è iniziata bene: una simpaticissima telefonata che mi ha messo voglia di viaggiare; risoluzione/scioglimento nodi tecnici (con ca*******mento al pc), supporto alle isole più vicine (se è vero che ogni uomo è un'isola), meditazione ermetica sul cucuzzolo della montagna e adesso...NON CI VEDO PIU' DALLA FAME....scherzo! Mi aspettano altre ore, altre incognite e tanti, tanti fogli per due occhi soltanto...



....arriverà stasera e sarò totalmente FUMATA; magari anche i pensieri sentenzieranno: 

"Pi' STAVOTA PASSI"

martedì 14 settembre 2010

SciogliMENTE


Colui che non sa e non sa di non sapere
È uno sciocco. Evitalo.


Colui che non sa e sa di non sapere
È un fanciullo. Istruiscilo.

Colui che sa e non sa di sapere
È addormentato. Sveglialo.

Colui che sa e sa di sapere
È un saggio. Seguilo.




Proverbio Arabo
----> Dushan Wegner

sabato 11 settembre 2010

Istanza/e

Lo sfinirò, prima o poi,
questo blocco di carta
che pensa di potermi frenare,
ma non sa che la mente
è sempre più forte,
che il mio cuore
resiste al vento.
Quanto costa guardarmi dentro?
D.L.

Oggi, mi son persa letteralmente nell'osservare da lontano gli anziani che entravano, più o meno mestamente, all'Eremo per porger il loro saluto alla vara (prima) e poi al Santissimo Quadro (personalmente, ho delle gerarchie completamente diverse!).
C'erano volti così profondi e così segnati dalla vita, che hanno provocato uno scompenso emotivo al mio cuore già tormentato. Il paradosso è stato confrontare la giovialità di alcune donne che manifestavano una tempra pari a quella dei bambini  tenuti per mano; gli uomini, invece, davano più l'idea di tanti soldati che erano lì per svolgere il loro dovere ed esprimere un rispetto alquanto diverso dal comune senso, molto più timido per certi versi.
Certo, non son mancate (non mancano mai) le "comari volpi" o le figure mozartiane da "toccata e fuga", ma poi, in fondo, la fede è qualcosa di così personale che non è neanche giusto sindacare quanti minuti sono doverosi e giusti da dedicare ad una "visita" speciale come quella di oggi e di domani. Come decantano gli antichi: "Ognunu sapi i cazziceddi soi" (...non è giusto censurare tale perla di saggezza popolare e la sua "sublime" profondità).

La cosa che ha destato in me scalpore, è stata scoprire una dimensione emotiva che prima non sapevo, o forse, non credevo possibile. 
Difficile spiegare tutto quanto con poche parole, ma è come se per un momento mi fossi sentita catapultata indietro nel tempo e contemporaneamente verso il futuro. Non posso certo scappare dai miei pensieri, ma posso evitare che siano lenitivi per me e per quelle poche persone (poche per scelta mia) a cui sono affezionata e soprattutto mi merito la possibilità di scoprire se son sulla giusta strada.

Mi è stato detto che se volessi uccidere qualcuno (perchè a quanto pare mi son specializzata verbalmente) lo farei "lentamente" (e quindi ho scoperto pure un mio lato sadico ahahahaha) e facendo trasparire chissà quale capacità intellettiva. Nonostante esageri spesso e volentieri per D.P.D (difetto personale dichiarato), non mi piace esaltare chi sono o l'amore che provo, quello che custodisco in silenzio o quello che "libero" per non pretendere legami non naturali; forse son troppo crudele con me stessa, di sicuro vedo il mondo....DA UN OBLO' e nella cassa toracica c'è qualcosa che batte.

Le coppie di oggi mi hanno dato triste conferma che certe sintonie sono difficili da trovare, da costruire e sorreggere, ma ci sono e serve saper lottare....quindi può essere l'amore, quel qualcosa da gestire altrimenti può rivoltarsi contro??

mercoledì 8 settembre 2010

La sottile linea tra attesa e curiosità

Ho nella testa una grande mela, con tanto di morso (già avvenuto) e simpatico vermiciattolo che attende sentenza.

Quale potrebbe essere la priorità?
1: sapere da dove proviene la mela?
2: chi l'ha morsa?
3: interrogare il vermiciattolo?
4: chi ha messo la mela nella mia testa?

Eppure qualcosa mi dice di aspettare, perchè si ritorna sempre sulla "scena del crimine". 
Inoltre, è giusto che ogni cosa abbia il suo tempo, è giusto valutare quello che si riceve per capire se è un dono o un "pacco bomba". Perchè dunque soffermarsi a ipotizzare? E poi, se occupassi tutto il mio tempo per una mela (che è un oggetto relativamente piccolo- seppur concepito in maniera astratta- rispetto alla montagna che sto scalando) rischierei di marcire con essa.

C'è una bella differenza tra aspettare una risposta e volerla cercare, esattamente come esiste la stessa differenza tra cercare qualcosa per mera curiosità o per ossessione. Si ritorna così alla vecchia "via di mezzo": la più trafficata, e nello stesso tempo, la più odiata perchè tutti vogliono tutto e subito - a me non è concesso per un inspiegato, ma comunque accetto, contratto divino (vada per l'accettazione, ma il dubbio è lecito)
Paradossalmente chi aspetta, prima o poi soffre, si stanca e perde anche un po' di lucidità; chi corre, invece, rischia di trovare e perdere subito il risultato della scoperta. 
Questa riflessione rischia di allargarsi pericolosamente, arrivando a toccare argomenti ancora più grandi (la giustizia, il caso, etc etc).

Stiamo ai fatti: io, la mela, il vermiciattolo, e le due incognite, il "colpevole" e il TEMPO.

................E' POSSIBILE AVERE UNA RED BULL???