mercoledì 18 agosto 2010

Pas---->Pres----> ???


....DEGENERATION....COME CURARLA??? SEMPLICE!

Riprendendo oggetti impolverati, spesso disposti a pila o rigorosamente in fila dietro una vetrina con qualche animaletto che passeggia indisturbato. Basta sfogliare, basta osservare, basta intuire che ogni casa e' un MUSEO o una BIBLIOTECA. Non importa il numero o il genere: ciò che importa è la prospettiva!

http://www.tigulliovino.it/vinopigro


E' un libero messaggio/appello che non vale solo per la fase estiva quando, osservando i ragazzini le loro abitudini, qualsiasi persona sana di mente ha lo strano e impellente istinto di mettersi le mani ai capelli
N.B. Non si fanno generalizzazioni bensì semplici riferimenti ad una parte specifica della massa giovanile, quella centrale direi (che sta tra il "troppo" e "troppo poco").

martedì 17 agosto 2010

DEVO triplo al cubo

Appena rientrata da una giornata a dir poco serena e tranquilla, DEVO(il primo) assolutamente scrivere perchè so che poi non riuscirò a farlo con la stessa intenzione di adesso.
DEVO (il secondo) ringraziare la mia buona stella (quella di qualche sera fa) che, a quanto pare, sul verso di una canzone cantata AD MUZZUM, ha realizzato l'imprevedibile.
Nonostante gli ultimi giorni davvero più brutti e tesi del solito, oggi ho ritrovato il mio "habitat" naturale, come ha sarcasticamente ricordato qualche parente, e ho scoperto inoltre che se il mare ti da la percezione dell'infinito, la montagna ti da la perfezione del contenuto, e non è poco.
Non posso esimermi e quindi DEVO (il terzo) ringraziare chi c'è stato, perchè senza saperlo, mi ha davvero regalato qualcosa che inseguo da un po'.



martedì 10 agosto 2010

Squilla che ti risquilla....

Lo ammetto, ho un cattivo rapporto col telefonino! Ad esser sinceri prima non era così, forse ero ancora preda della novità tecnologica e quindi le mie dita erano sempre e costantemente calde e pronte a digitare messaggi e comunicare con gli altri.
Adesso, accorgersi dopo 3 ore che sul tuo telefono ci son 5 chiamate e 3 messaggi non visti....insomma, la dice lunga!

Ho smesso di rispondere agli "anonimi", ho smesso di scrivere messaggi, visto che posso tranquillamente comunicare via mail (adoro scrivere via mail e mi rendo conto che si perde un pizzico di immediatezza). Forse ho nostalgia di un certo tipo di passato, non proprio il mio, ma quello fatto di soddisfazione post attesa, insomma quello delle lettere scritte a mano, consegnate al postino. Troppo retrò?? Forse! Ma sicuramente c'era molta più genuinità e ingenuità!

E in questa fase di "divorzio" capita che poi butti l'occhio al momento giusto e arriva la chiamata che non aspettavi: il viso si rilassa anzi tende a inarcarsi verso l'alto, l'istinto velocizza i movimenti della mano e CLICK! 

In quel momento riscopro che sono ancora capace di accettare le sorprese e gioirne. Scopro che le mie sensazioni, nella maggior parte dei casi, vanno a buon fine e poco importa se vengono fatte promesse che non saranno mantenute: quello davvero importante è che.......





martedì 3 agosto 2010

Back home

E' passato un mese! Le mie vacanze alternative, colorate di "questioni" e "affari", muoiono lentamente, come uno dei bellissimi tramonti toscani che ho avuto modo di contemplare.
Tra conferme e sorprese, ho ritrovato una piccola parte di me e rinfrescato affetti che seppur lontani, son come perenne fonte energetica! Non ho avuto l'occasione per rivedere alcune persone, ma ho sentito il richiamo della libertà e la violenta repulsione verso tutto ciò che è "pretesa".

Ancora qualche minuto e poi la terrazza, il mio angolo di paradiso, si riempirà di voci e presenze, la cena quotidiana e le zanzare che mettono a dura prova la mia pazienza. Alla fine dei conti, la vita è eterno scorrere e il mondo continua ad essere un vaso pieno di classi elitarie, dal generico maschi-femmine alle combinazioni più complicate...

giovedì 22 luglio 2010

domenica 11 luglio 2010

a volte..

A volte ti rendi conto che una valigia ti puo' portare via, ma non lontano, puo' essere piena di vestiti ma vuota rispetto a quello che vorresti metterci dentro. Resta il fatto che per partire hai necessariamente bisogno di un sacco, un contenitore che funzioni quasi da registratore. Parti e credi di metter in cantina le notti insonni, i pensieri piu' deleteri; parti e ti autoconvinci che "staccherai la spina".
Ciò che ti tiene in vita però....è proprio quello dal quale scappi.
Bisogna avere la forza per portare avanti scelte e mutazioni anche se i cicli eterni della storia e della vita, ripresenteranno umori e situazioni e ti convinceranno che è meglio darci un taglio.

Bisogna saper viaggiare dentro se stessi e avere il coraggio di buttar via quel che non va!

mercoledì 30 giugno 2010

Lady Owl

Wimbledon, un anno fa.....





Ero contenta, euforica e saltellante proprio come per la finale di calcio dei mondiali 2006.
Certo, questa vittoria era molto più di un "semplice" premio: significava entrare nella storia, superare i grandi.


Purtroppo quest'anno Speedy Berdych ha avuto la meglio, proprio ai quarti.
Speriamo almeno che Soderling faccia il suo dovere (contro l'anti RF) ;-)




martedì 29 giugno 2010

sabato 26 giugno 2010

"Criminal" Match point

Ipotizzando una finale di Fed Cup tra Nietzsche e Churchill, (a colpi di aforismi) credo fermamente vincerebbe Guglielmo da Baskerville! Sì, proprio il frate de "Il nome della rosa", riportato recentemente a nuova vita (quasi disneyana) dai produttori del gioco "The Abbey", col nome di Leonardo di Toledo. 
Come ci riuscirebbe?? Facile:

Churchill va alla battuta-
"Più si riesce a guardare indietro, più avanti si riuscirà a vedere."

Nietzsche risponde con un bellissimo back in rovescio-
"Quando guardi a lungo nell'abisso, l'abisso ti guarda dentro" 

Guglielmo/Leonardo ferma entrambi dicendo: 
"Noto con piacere che entrambi concepite il percorso guardandolo in senso bidirezionale"


Deduzioni???? Una sola: la visione di telefilm dettagliati sulla psiche umana unita al gioco di avventure che stimolano le capacità analitico-deduttive...è un cocktail PERICOLOSO!!



venerdì 25 giugno 2010

La mia "everwinner"



Mondiali andati, partite praticamente non giocate e poi, il giorno dopo, quello dell'amarezza, ci si ricorda di lui...ed...io di questo bellissimo testo. 


I'm Starting With The Man In The Mirror 
I'm Asking Him To Change His Ways
And No Message Could Have Been Any Clearer
If You Wanna Make The World A Better Place
Take A Look At Yourself And Then Make A Change

mercoledì 23 giugno 2010

Metafore di vita vissuta

Vignetta Su Una Mosca Intelligente

Un proverbio calabrese cita saggiamente "cu s vardau s sarbau", traduzione del tutto personale del più conosciuto "prevenire è meglio che curare"; come ogni pillola di saggezza, si può contraddire questa eterna verità?? CERTO CHE NO!

Contro tutte quelle "mosche" tsè tsè (che suona più come uno sfottò) che guardano, criticano, si mettono in competizione senza motivo e credono di averla vinta. 


A volte non importa il tempo, non importa il numero: importa soltanto sapere di poter avere "il casco" e quindi andare sul sicuro, pur rischiando (paradosso accertato personalmente)

venerdì 18 giugno 2010

without talkin' too much



To mamma, you'll be ok
To her - stay calm,
To daddy, it's much too late
To twist your arm
It's time to go and find something that's yours that no one can steal away
It's time to open the doors to your secret place

There's no answer as big as the question
There's no victory as big as the lesson
You go on and you see where your detours will take you to

There's no power like understanding
There's no beginning like an open ending
You hold on you don't stop to
Believe if you follow through you will learn what is good for you
Someday soon, you will know what is best for you

To mamma, it'll be alright
To her - have faith
It's time go on and find something that lasts
That no one can lose or break
It's time to own up to the task and go make your own mistakes

There's no answer as big as the question
There's no victory as big as the lesson
You go on and you see where your detours will take you to

There's no power like understanding
There's no beginning like an open ending
You hold on, you don't stop to believe if you follow through
You will learn what is good for you
Someday soon, you will know what is best for you

mercoledì 9 giugno 2010

Forse...non ci siamo capiti

"Quando la vita ti dà mille ragioni per piangere, dimostra che hai mille ed una ragione per sorridere."
(B.C.Rodriguez)

Già, ci sarebbero mille ragioni per sorridere o almeno non sentirsi così smarriti, persi nel vortice. Basterebbe aprire il giornale, leggere la cronaca quotidiana o meglio guardare la buca delle lettere e vedere "l'ennesimo giornaletto" con le foto di bambini, ragazzi, famiglie africane. Li invidio, perchè non hanno paura, nel loro non aver nulla non sanno quanto sono fortunati: quando si ha qualcosa in più, si teme di poterla perdere, di sciuparla. Bisogna ragionare oltre le righe, spulciare un'altra "interfaccia" pensare alla vita come ad un percorso pieno di eventi e persone, di cambiamenti e scelte, già....ma per arrivare a cosa? Non è così che una persona può trovare la forza, l'energia per andare avanti.
Qual'è la chiave che porta a muoverci, ad agire/reagire?
L'amore??La fede? L'odio? Credo che tutte queste cose siano di conforto, eccetto l'odio ovviamente, son valvole di sostentamento, punti prospettici e confronto. Sarei curiosa di sapere cos'è che risveglia l'umore in una persona "dormiente". Una scarica? Una sorpresa? Un incontro? Un viaggio e quindi la curiosità? Sì, credo che tutto si basi sulla vecchia teoria del buon Schopenhauer, la VOLONTà DI SCOPRIRE/SAPERE e quindi l'esser curiosi nei confronti della vita e anche di se stessi. Questo dovrebbe implicare anche un'insita sofferenza, perchè nel momento in cui s'inizia ad "agire" è ovvio che non si vuole smettere, per paura di assopirsi e ritrovarsi in stallo.
Sarebbe utile fare una variazione sull'ipotesi e abolire l'eterno uso di "sofferenza" con un'altra realtà. Se io iniziassi a "curiosare", so perfettamente che non finirei mai il mio percorso perchè non si può avere una perfetta, quanto completa, conoscenza dello scibile. Mi preoccuperei piuttosto del rischio di annoiarmi e quindi della paura che la strada del mio "curiosare" sia storta e non dritta.

Nel mio attuale limbo, cerco un fiammifero, un marchingegno mancante....e continuo ad invidiare le persone meno fortunate di me.

domenica 16 maggio 2010

e alla fine arriva "Sofia"

"C'ero una volta io, ma non andava bene. Mi capitava di incontrare gente per strada e di scambiarci due parole, e per un po' la conversazione era simpatica e calorosa, ma arrivava sempre il momento in cui mi si chiedeva: Chi sei? e io rispondevo Sono io, e non andava bene. Era vero, perchè io sono io, è la cosa che sono di più e se devo dire chi sono non riesco a pensare a niente di meglio. Epure non andava bene lo stesso: l'altro faceva uno sguardo imbarazzato e si allontanava il più presto possibile. Oppure chiamavo qualcuno al telefono e gli dicevo Sono io, ed era vero, e non c'era un modo migliore, più completo, più giusto di dirgli chi ero, ma l0altro imprecava o si metteva a ridere e poi riagganciava.
Così mi sono dovuto adattare. Prima di tutto mi sono dato un nome e se adesso mi si chiede chi sono rispondo: Giovanni Spadoni. Non è un granchè, come risposta: se mi si chiedesse chi è Giovanni Spadoni probabilmente direi che sono io. Ma, chissà perchè, dire che sono Giovanni Spadoni funziona meglio. Funziona tanto bene che nessuno mai mi chiede chi è Giovanni Spadoni: si comportano tutti come se lo sapessero.
Invece di chiedermi chi è Giovanni Spadoni gli altri mi chiedono dove e quando sono nato, dove abito, chi erano mio padre e mia madre. Io gli rispondo e loro sono contenti. E forse sono contenti perchè credono che io sia quello che è nato nel posto tale e abita nel posto talaltro e che è figlio di Tizio e di Caia e padre di questo e di quello. Il che non è vero, ovviamente: non c'e niente di speciale nel posto tale o talaltro, o in Tizio e Caia. Se fossi nato altrove, in un'altra famiglia, sarei ancora lo stesso, sarei sempre io: è questa la cosa che sono di più, la cosa più vera e più giusta che sono. Ma questa cosa non interessa a nessuno: gli interessa dell'altro, e quando lo sanno sono contenti.
Una volta c'ero io, e non andavo bene. Adesso c'è Giovanni Spadoni, che è nato a X e vive a Y e così via. E io non sono niente di tutto questo, ma le cose vanno benissimo."

IO, tratto da La filosofia in 42 favole - E.Bencivenga

Mia sorella ha regalato questo libricino a mia madre. Mi incuriosiva, ma avevo già una lista prioritaria di libri già bella fitta, e il richiamo lontano che percepivo....lo ignoravo. C'era qualcosa che mi portava a titubare anche soltanto nello sfogliar la parte iniziale.
Poi, trasportata da un buon sottofondo musicale e in cerca di pace e relax, ho preso il libro e l'ho aperto, sempre a caso (cosa che faccio solo con i libri di aforismi) e mi son ritrovata il titolo di una delle favole "Gli uomini e le parole". Una lampadina mi si è accesa e ho creduto che ci fosse qualcosa che poteva aiutarmi col lavoro che stavo svolgendo, ho letto tutto d'un fiato e son rimasta sorpresa per due motivi banalissimi: la concisione della "favola" e la semplicità, nonostante si sfruttino elementi "assurdi" al fine di spiegare i "fenomeni" più impliciti e quindi il termine "favola" è legato all'elemento creativo che rende particolare la dimensione che si crea pagina dopo pagina.
Ho continuato a leggere, riprendendo le favole che avevo tralasciato e scoprendo questa che ho riportato qui.
C'è molto di più di un declamare "io sono io" e senza l'altro non posso enunciare la mia esistenza. Qui c'è un "io" iceberg, la cui punta è fatta di due vocali, ma il fondo è contenuto infinito. Potrei facilmente usare questa favola con tutti coloro che si impuntano nell'affermare di sapere già quanto basta di coloro che reputano amici e sentenziano "io sono questo", con la postilla "se mi vuoi è così altrimenti amen"; allo stesso modo potrei lanciare un attacco verso quelle persone che si fermano ad un nome e qualche aspetto esteriore e si accontentano, non andando oltre, proprio come nella favola.
La comune con le restanti 41 ministorie è che il finale è sempre un po' amaro, proprio come la vita.

sabato 15 maggio 2010

3 folli per 1 canzone "a 4 accordi"

Ringrazio Eli per avermi fatto vedere questo link...